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Polimedica Sant'Egidio
Logopedia

Disartria dopo un ictus: quando cambia la pronuncia, non il linguaggio

30 giugno 20262 min di lettura
Dopo un ictus o altre condizioni neurologiche, alcune persone sviluppano una disartria: un disturbo che rende l'eloquio impastato, lento o difficile da comprendere, pur restando perfettamente intatte la scelta delle parole e la costruzione grammaticale del discorso. È una condizione spesso confusa con l'afasia, ma la differenza è sostanziale, e cambia completamente l'approccio riabilitativo.

La differenza fondamentale con l'afasia

Nell'afasia il linguaggio stesso — la capacità di trovare le parole, di costruire frasi, di comprendere quelle altrui — è compromesso. Nella disartria il linguaggio è integro: la persona sa esattamente cosa vuole dire e come dirlo, ma i muscoli coinvolti nell'articolazione — labbra, lingua, palato, corde vocali — non rispondono con la precisione e la forza necessarie, per un problema di controllo motorio, non linguistico.

Come si manifesta

Eloquio impastato o strascicato, voce che può risultare più debole, nasale o roca del solito, difficoltà a modulare il ritmo del discorso, che può diventare troppo lento o troppo veloce rispetto all'intenzione della persona: sono i segnali più tipici, di intensità molto variabile a seconda dell'estensione del danno neurologico.

Non riguarda solo l'ictus

Sebbene l'ictus sia una causa comune, la disartria può comparire anche in altre condizioni neurologiche — malattia di Parkinson, sclerosi multipla, traumi cranici — ciascuna con un pattern caratteristico che il logopedista impara a riconoscere, e che orienta in parte le strategie di trattamento più indicate.

Come lavora la riabilitazione

Il trattamento lavora sul rinforzo e sulla coordinazione dei muscoli coinvolti nell'articolazione, sul controllo del respiro a supporto della voce, e su strategie compensative — parlare più lentamente, esagerare leggermente i movimenti articolatori — che, pur non normalizzando sempre completamente l'eloquio, ne migliorano in modo sostanziale la comprensibilità per chi ascolta.

Il ruolo della famiglia nella comunicazione quotidiana

Chiedere di ripetere quando qualcosa non è chiaro, invece di fingere di aver capito, evitare di completare le frasi al posto della persona, e garantire un ambiente silenzioso durante le conversazioni importanti sono accorgimenti che, insieme al lavoro logopedico diretto, migliorano concretamente la qualità della comunicazione quotidiana in famiglia.

Questo articolo ha uno scopo informativo e non sostituisce una valutazione professionale. Per una diagnosi o un trattamento è necessario rivolgersi a un professionista sanitario.

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