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Polimedica Sant'Egidio
Psicoterapia

Come scegliere il proprio psicoterapeuta

26 marzo 20263 min di lettura
Scegliere un percorso di psicoterapia significa anche scegliere la persona con cui affrontarlo. È una decisione che merita attenzione, ma non deve diventare un ostacolo che rimanda indefinitamente l'inizio del percorso — la scelta perfetta, cercata troppo a lungo, può trasformarsi essa stessa in un modo per rimandare.

Qualifiche da verificare

In Italia la psicoterapia può essere esercitata da psicologi o medici che abbiano completato una specializzazione post-laurea in psicoterapia e siano iscritti al relativo albo professionale. È legittimo, e per nulla scortese, chiedere queste informazioni prima di iniziare un percorso.

I diversi approcci, in breve

Esistono modelli teorici diversi — cognitivo-comportamentale, psicodinamico, sistemico-relazionale, tra gli altri — che orientano il modo in cui il terapeuta lavora, ma la letteratura scientifica non indica un unico approccio superiore agli altri in assoluto: l'efficacia dipende anche da quanto quel modello, e quel professionista, si adattano alla persona specifica e al tipo di difficoltà portata.

L'importanza della relazione terapeutica

La letteratura scientifica indica costantemente che la qualità della relazione tra paziente e terapeuta è uno dei fattori più associati al buon esito della psicoterapia, spesso quanto o più del modello teorico utilizzato. Sentirsi ascoltati e a proprio agio, fin dal primo colloquio, è un segnale importante da non sottovalutare.

Il primo colloquio conoscitivo

Molti percorsi iniziano con un colloquio conoscitivo, pensato proprio per capire reciprocamente se ci sono le condizioni per proseguire insieme. Non è un impegno vincolante, ma un'occasione per fare domande e valutare come ci si sente, anche rispetto a dettagli pratici come la cadenza delle sedute.

E se dopo qualche seduta non ci si trova bene?

Non è un fallimento personale, né del terapeuta: capita, ed è del tutto legittimo dirlo apertamente e valutare un cambio di professionista. Un buon terapeuta accoglie questa possibilità senza risentimento, perché sa che una relazione che non funziona rende il lavoro terapeutico meno efficace per entrambi.

Colloquio di sostegno o psicoterapia: qual è la differenza

Non tutti i percorsi psicologici sono uguali: un colloquio di sostegno offre ascolto e orientamento su una difficoltà specifica, spesso in un numero limitato di incontri, mentre la psicoterapia è un percorso più strutturato nel tempo, pensato per lavorare in profondità su dinamiche più consolidate. È il professionista, insieme alla persona, a definire quale dei due percorsi sia più indicato dopo i primi colloqui.

Il costo non è l'unico criterio da considerare

È comprensibile che il costo delle sedute sia un fattore nella scelta, ma affidarsi al professionista più economico senza considerare formazione, esperienza e qualità della relazione percepita rischia di rendere il percorso meno efficace, allungandone di fatto i tempi e, indirettamente, anche i costi complessivi.

Cosa chiedere prima di iniziare

Quanto durano le sedute, con quale cadenza vengono proposte, come viene gestita una eventuale assenza, se il professionista lavora anche in coordinamento con altri specialisti quando necessario: sono domande pratiche del tutto legittime da porre durante il primo contatto, prima ancora del colloquio conoscitivo vero e proprio. Conoscere queste informazioni in anticipo riduce l'incertezza che, per molte persone, è già di per sé un ostacolo a iniziare.

Questo articolo ha uno scopo informativo e non sostituisce una valutazione professionale. Per una diagnosi o un trattamento è necessario rivolgersi a un professionista sanitario.

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