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Polimedica Sant'Egidio
Psicoterapia

Ansia: quando diventa un problema e come affrontarla

12 marzo 20263 min di lettura
L'ansia è una risposta naturale del nostro corpo a situazioni percepite come impegnative o minacciose: in dosi corrette ci prepara ad affrontare un esame, un colloquio, un imprevisto. Diventa un problema quando è costante, intensa o sproporzionata rispetto alla situazione reale, e inizia a limitare la qualità della vita invece di sostenerla.

Come si manifesta

Pensieri continui e difficili da controllare, tensione muscolare, tachicardia, difficoltà a dormire, stanchezza, irritabilità, difficoltà di concentrazione: sono tutti segnali con cui l'ansia si può manifestare, spesso in combinazione tra loro e non tutti insieme nella stessa persona.

Il corpo che parla prima della mente

Non è raro che l'ansia si presenti prima con sintomi fisici — un nodo allo stomaco, tensione alle spalle, un respiro più corto del solito — che con pensieri chiaramente riconoscibili come ansiosi. Molte persone arrivano a un primo colloquio dopo aver consultato diversi specialisti per sintomi fisici che, alla fine, trovano nell'ansia la loro origine più probabile.

Quando chiedere aiuto

È importante rivolgersi a un professionista quando i sintomi durano nel tempo, interferiscono con il lavoro o le relazioni, o quando ci si sente costantemente stanchi e sopraffatti senza riuscire a gestire la situazione da soli, nonostante i tentativi fatti.

Come aiuta un percorso di psicoterapia

Un percorso psicoterapeutico aiuta a comprendere ciò che si sta vivendo, a ridurre l'ansia e lo stress, a ritrovare equilibrio e a rafforzare le proprie risorse personali. Non è un segno di debolezza, ma un investimento concreto sul proprio benessere, al pari di qualsiasi altra cura per la propria salute.

Cosa aspettarsi dal primo colloquio

Il primo incontro è dedicato principalmente ad ascoltare: da quanto tempo è presente l'ansia, in quali situazioni si accentua, cosa è già stato provato per gestirla. Non richiede una preparazione particolare, e non è necessario avere già le parole "giuste" per descrivere ciò che si prova: fa parte del lavoro trovarle insieme.

L'ansia anticipatoria: temere l'ansia stessa

Con il tempo, chi convive con l'ansia sviluppa spesso anche una preoccupazione legata alla possibilità di provarla di nuovo — l'ansia dell'ansia, per così dire — che porta a evitare situazioni non per il pericolo reale che comportano, ma per il timore di sentirsi sopraffatti. Riconoscere questo meccanismo aggiuntivo è spesso un passaggio importante del percorso, perché l'evitamento, nel tempo, tende a restringere sempre di più lo spazio di vita della persona.

Quando l'ansia riguarda anche il corpo

Non è raro che le prime visite per sintomi legati all'ansia avvengano dal medico di base o al pronto soccorso, per sintomi fisici marcati come tachicardia o difficoltà respiratorie percepite come allarmanti. Un percorso coordinato tra medico e professionista della salute mentale, quando entrambe le componenti sono presenti, offre generalmente un quadro più completo della situazione.

Ansia generalizzata o ansia legata a una situazione specifica

Non tutta l'ansia si somiglia. Alcune persone vivono una preoccupazione diffusa che si sposta da un argomento all'altro senza mai fermarsi del tutto — il lavoro, la salute, i figli, il futuro in generale — mentre altre sperimentano ansia intensa ma circoscritta a situazioni specifiche, come parlare in pubblico o affrontare un esame. Questa distinzione, chiarita durante i primi colloqui, orienta in modo concreto il tipo di lavoro terapeutico più indicato, perché le strategie efficaci per l'una non sono necessariamente le stesse per l'altra.

L'ansia nei bambini e negli adolescenti

Anche se questo articolo si concentra sull'ansia nell'adulto, vale la pena ricordare che ansia e preoccupazione eccessiva possono manifestarsi anche in età evolutiva, spesso con segnali diversi da quelli tipici dell'adulto: mal di pancia ricorrenti senza causa organica, difficoltà a separarsi dai genitori, rifiuto scolastico. In questi casi la valutazione richiede un approccio calibrato sull'età, generalmente con il coinvolgimento della famiglia.

Questo articolo ha uno scopo informativo e non sostituisce una valutazione professionale. Per una diagnosi o un trattamento è necessario rivolgersi a un professionista sanitario.

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