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Polimedica Sant'Egidio
Ortopedia

Infortuni sportivi più comuni e come prevenirli

11 maggio 20263 min di lettura
Che si tratti di un runner amatoriale o di uno sportivo agonista, alcuni infortuni ricorrono con particolare frequenza. Conoscerli aiuta a riconoscerne i segnali precoci e, in molti casi, a prevenirli — spesso con accorgimenti più semplici di quanto ci si aspetti.

Gli infortuni più frequenti

Distorsioni di caviglia, tendinopatie del ginocchio e della spalla, lesioni muscolari agli arti inferiori sono tra gli infortuni più comuni, spesso legati a carichi di allenamento aumentati troppo rapidamente o a un riscaldamento insufficiente rispetto all'intensità dell'attività che segue.

Il ruolo del carico di allenamento

Molte lesioni da sovraccarico nascono da un aumento troppo rapido di volume o intensità dell'allenamento, senza un adeguato periodo di adattamento. Una regola spesso citata, pur da adattare al singolo caso, è di non aumentare il carico settimanale complessivo di più del 10% circa rispetto alla settimana precedente: progressione graduale, giorni di recupero e ascolto dei primi segnali di affaticamento restano strumenti di prevenzione sottovalutati.

Il riscaldamento che funziona davvero

Un riscaldamento efficace non è solo qualche minuto di corsa leggera: dovrebbe includere movimenti dinamici che riproducono, a intensità ridotta, i gesti dello sport che si sta per praticare. Per chi corre, per esempio, questo significa anche affondi e skip, non solo camminata veloce — un dettaglio che fa una differenza concreta nella preparazione dei tessuti allo sforzo.

Il valore di una valutazione preventiva

Una visita ortopedica o un controllo funzionale prima di iniziare un nuovo sport, o dopo un episodio doloroso ricorrente, permette di individuare squilibri muscolari o instabilità articolari prima che diventino un infortunio conclamato — un investimento di tempo minimo rispetto ai mesi di stop che un infortunio serio può comportare.

Dopo l'infortunio: come e quando ripartire

Uno degli errori più comuni è tornare all'attività sportiva basandosi solo sulla scomparsa del dolore, senza aver realmente recuperato forza, mobilità e controllo del movimento nell'area interessata. Una ripresa graduale, con carichi crescenti nell'arco di alcune settimane e non di pochi giorni, riduce in modo sostanziale il rischio di reinfortunio rispetto a un rientro immediato all'intensità precedente.

L'età cambia il tipo di infortunio, non il bisogno di prevenzione

Negli sportivi più giovani prevalgono spesso le lesioni acute da trauma diretto, mentre superati i 35-40 anni diventano più frequenti le tendinopatie da sovraccarico cronico, legate a un tessuto tendineo che perde gradualmente parte della sua elasticità. Questo non significa che lo sport vada ridotto con l'età, ma che il riscaldamento, il recupero tra le sessioni e l'ascolto dei segnali del corpo meritano un'attenzione crescente, non minore, con il passare degli anni.

L'importanza del recupero, non solo dell'allenamento

Il tessuto muscolare e tendineo non si rinforza durante lo sforzo, ma nelle ore e nei giorni di recupero successivi: dormire a sufficienza, alimentarsi in modo adeguato e concedersi giorni di riposo attivo tra le sessioni più intense sono parte integrante della prevenzione, tanto quanto l'allenamento stesso. Chi si allena molto ma recupera poco è, paradossalmente, tra i profili a rischio più alto di infortunio da sovraccarico.

Questo articolo ha uno scopo informativo e non sostituisce una valutazione professionale. Per una diagnosi o un trattamento è necessario rivolgersi a un professionista sanitario.

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